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Martiros Sarian nasce nel 1880 a Nakhitschivan, lungo il corso del Don, settimo figlio di una famiglia di contadini di origine armena. All’età di diciassette anni, grazie all’aiuto del fratello maggiore, si trasferisce a Mosca dove frequenta corsi di pittura. Nel 1901 visita per la prima volta l’Armenia russa. A partire dal 1903 l’immaginario di MS si popola di motivi orientali. Nel 1907 partecipa alla mostra simbolista La Rosa Blu ma da 1909 i motivi simbolisti scompaiono definitivamente dalla sua produzione per fare spazio a nature morte e impressioni di viaggio nel Caucaso e nel vicino Oriente. Nel 1910 effettua infatti un viaggio di 2 mesi in Turchia e le vedute di Istanbul gli valgono il riconoscimento del pubblico ed alcune opere sono acquistate dalla prestigiosa Galleria Tret’juakov di Mosca. Nel 1911 intraprende un lungo viaggio in Egitto e nel 1913 si reca in Persia.

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Quando, dopo lo scoppio della Prima Guerra Mondiale, i turchi iniziano a sterminare la popolazione armena che viveva nell’Impero Ottomano si reca in Armenia per prestare soccorso ai profughi che cercavano asilo nell’Armenia russa. Nel 1912 si trasferisce con la famiglia a Erevan, capitale della Repubblica Sovietica d’Armenia, dove acquista progressivamente il ruolo di eroe nazionale. Nel 1924 trascorre due mesi in Italia e visita Venezia, Firenze e Roma. Durante gli anni venti la sua opera è dominata da paesaggi montani dell’Armenia mentre a partire dagli anni trenta la sua pittura assume maggiore realismo, senza rinunciare ad un cromatismo intenso, che spesso lo hanno fatto accostare a Matisse. MS è ormai diventato apprezzato ritrattista dell’èlite armena e sovietica e nel 1967 la città di Erevan gli dedica un Museo. Muore nel 1972.